A GALATRO IL CONGRESSO DEL PD HA ELETTO GASPARE SAPIOLI SEGRETARIO DEL PARTITO

Nei giorni scorsi è stato celebrato il Congresso Provinciale del PD che ha visto l’elezione negli organismi del Partito del vice sindaco di Galatro Carmelo Panetta e del consigliere comunale Gaspare Sapioli. Questa adesione è stata interpretata come “un implicito riconoscimento al ruolo operoso e silente del PD galatrese che ha sempre dato il suo sostegno e contributo alle amministrazioni comunali a guida Panetta e oggi all’amministrazione Sorbara, nell’interesse del bene comune e con grande spirito di servizio”. In questa logica, Gaspare Sapioli dice “di voler indirizzare la “Ri-Generazione” del partito a tutti i livelli, quindi un PD galatrese rivolto a continuare a profondere le energie per la costruzione ed il rilancio di un PD aperto verso la società civile, che non abdica e non delega, anzi rivendica, il ruolo di guida riformista della comunità galatrese”. Continuare nell’opera iniziata tanti addietro e “Ri-generare” il partito è stato anche l’intento del Congresso del PD della Sezione di Galatro che si è svolto Domenica 3 aprile nella Sala Convegni del Comune di Galatro, dove sono stati eletti Gaspare Sapioli Segretario del Circolo, e come Componenti del Direttivo Galluzzo Mario, Ruggieri Raffaele, Ferrari Antonio, Virdia Valter, Ferraro Giovanni.

Ho avuto modo, più volte, di affermare come c’è bisogno che il dialogo tra le varie forze politiche e culturali riprenda ad esprimersi, per far sì che il grande respiro politico che tanti partiti e movimenti hanno dato al nostro paese negli anni passati, continui a vivere, pur nel rispetto delle diversità delle varie organizzazioni presenti sulla scena politica. E questo è un argomento che, al di là dello schieramento al quale si appartiene, implica un lavoro che deve riguardare tutti, quasi come un invito perché ogni realtà, ogni organizzazione, ogni partito possa impegnarsi per creare le condizioni dove possano crescere e maturare i progetti di cui ogni realtà si sente portatrice. Per il bene della nostra Galatro. (m.s.)

RELAZIONE DEL SEGRETARIO GASPARE SAPIOLI

Prima di entrare nella celebrazione dell’odierno congresso, il mio pensiero e solidarietà non può che andare al popolo ucraino che subisce, da oltre un mese, quella che possiamo definire qualora possibile graduare, l’angheria e l’affronto dell’invasione militare con i bombardamenti che hanno raso al suolo intere città e che hanno fatto migliaia di vittime innocenti. Proprio per l’ideale di pace e democrazia che ci accomuna non possiamo che esprimere la nostra totale solidarietà al popolo ucraino e l netta condanna all’invasore che, in nessun caso, ha il diritto di osteggiare o anche solo tentare di influenzare la democratica determinazione delle nazioni o popoli. Superato questo momento doloroso e triste ma doveroso, permettetemi di esprimere la mia soddisfazione ed il mio orgoglio per il nuovo corso che il PD calabrese e reggino nel particolare ha intrapreso. L’aver portato in alto, per anni e non sempre in maniera indolore, la bandiera del Partito, senza infingimenti o sotterfugi, oggi non solo e non soltanto ci fregia dell’ “ORGOGLIO DELL’APPARTENENZA” ma ci spinge a rivendicare con forza un ruolo sempre più centrale nel futuro per la guida della nostra comunità. Tutti questi segnali indicano che dovrà essere il PD ad assumere la leadership, anche attraverso ruoli guida, nella comunità galatrese. Lo ha conquistato sul campo.

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Altro motivo di orgoglio e vanto non può che essere la recente adesione al nostro Partito dell’ex-sindaco Carmelo Panetta, cui va il nostro plauso. Questa adesione la interpretiamo anche come un implicito riconoscimento al ruolo operoso e silente del PD galatrese che, senza grandi proclami o strombazzamenti, ha sempre dato il suo sostegno e contributo alle amministrazioni comunali a guida Panetta e oggi all’amministrazione Sorbara, nell’interesse del bene comune e con grande spirito di servizio. Un partito democratico galatrese che, in controtendenza a quanto succedeva a livello regionale, a Galatro ha sempre dato con serietà ed impegno il proprio contributo alla vittoria delle amministrazioni comunali negli ultimi 15 anni. Il modello di PD a Galatro non può prescindere dall’impronta del nuovo corso che ha nel segretario regionale Irto e nel segretario provinciale Morabito, i fautori. Ed in questa ottica con la presenza, a fianco del segretario provinciale Morabito, del compagno Carmelo Panetta negli organismi del Partito non può che essere motivo di orgoglio e vanto dell’intera comunità galatrese. Questo modo di fare è la plastica dimostrazione che la fantomatica “società civile” può e deve avvicinarsi al Partito a cui va riconosciuto il ruolo di leadership di una sinistra riformista che gestisce il presente proiettandosi nel futuro.

In questa logica deve andare la Ri-Generazione del partito a tutti i livelli. Non servono e non sono utili le apparizioni specie nei momenti elettorali, non si può essere frutto di estemporanei impegni causa dell’allontanamento dalla pratica quotidiana del dibattito, degli incontri, delle iniziative, delle campagne importanti in sostanza della vita civile e democratica. Abbiamo l’obbligo di continuare a profondere le nostre energie per la costruzione ed il rilancio di un PD aperto verso la società civile ma che non abdica e non delega, anzi rivendica, il ruolo di guida riformista della comunità galatrese. Continuare nell’opera iniziata tanti anni addietro e “Ri-generare” il partito nella nostra sede di circolo, anche con il supporto e la valorizzazione dei nuovi adepti, come il compagno Carmelo Panetta, devono farci fare l’ulteriore passo verso la rivendicazione della guida della comunità galatrese. Noi non siamo e non saremo mai estemporanei attori che si vestono di casacche salvo poi sconfessare se stessi. Ci sono tanti “nani e ballerine” che sguazzano ai margini della politica, è giunto il momento di riappropriarsi del Partito dando a Cesare ciò che DEVE essere di Cesare! In questa logica si ravvisa l’urgenza di un ricambio generazionale, inteso non come semplice ricambio anagrafico ma come ricollocazione in altri ruoli di chi, negli anni, si è speso! È giunta l’ora di praticare la democrazia interna, superando prese di posizioni, “feudi” storicamente sconfitti e ridiventando una vera e autentica comunità politica.

 Nel solco di quanto fatto con il congresso regionale e provinciale verso questo ambizioso obiettivo bisogna continuare e riconoscere il lavoro fatto sino ad oggi dentro il partito accantonando notabili autoreferenti. Dobbiamo avere l’ambizione e rivendicare con forza la guida del rinnovamento anche a Galatro non rinunciando al ruolo che la storia ci riconosce ma rivendicando, ancora una volta, con orgoglio la nostra appartenenza.  Dobbiamo continuare ad essere fucina di idee, luogo di incontro e formazione, coagulo tra cittadini e Istituzioni, diventando vettore di trasferimento dei problemi dei cittadini all’interno dei palazzi del governo.  I “prestati alla politica” non possono ascriversi meriti per la non appartenenza ed essere fuori dalla politica per mascherare ipotetici rinnovamenti. I meriti sono delle persone capaci che, nel corso degli anni anche da soli, hanno mantenuto, hanno profuso e continuano a profondere le loro energie le loro idee in nome e per conto del partito.

Quindi bisogna smuovere le coscienze e stimolare la partecipazione, bisogna riappropriarsi delle battaglie per:

La sanità che consuma circa il 70% del Bilancio Regionale. Bisogna rendere effettivo l’art. 32 della Costituzione facendo diventare la sanità “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantire cure gratuite agli indigenti”, allontanando e rendendo all’impotenza sciacalli, speculatori e mercanti nel tempio che si sono costruiti “fortune” economiche, politiche e non solo e la sciando alla deriva servizi ormai inesistenti o quasi. La teoria dei “troppi ospedali, troppi punti nascita, troppi laboratori” insomma troppo di troppo non è stata accompagnata da una reale efficace ed effettiva razionalizzazione, si sono fatti solo tagli lineari! Non servono rivoluzioni, ma interventi riformatori partendo dall’assunto che ognuno deve fare il suo. Nel mentre i soldi si spendono, eccome, i servizi non migliorano, anzi! Allora bisogna esercitare un ruolo di controllo democratico su come si spendono le risorse, a partire dai fondi del PNRR, ed evitare che finiscano nelle tasche dei soliti sciacalli, facendo sì che si abbia una sanità pubblica efficiente, efficace ed economica. Facendo diventare le tre E, il nostro credo.

La diga sul Metramo deve diventare una risorsa. La favola della costruzione da circa 40 anni, con collaudo dell’opera effettuato da diversi anni, un invaso di circa 30 milioni di metri cubi d’acqua che dovevano servire ad uso irriguo di una buona fetta del territorio provinciale non può che essere e diventare un volano di sviluppo per quella che potrebbe essere una zona per la produzione agricola di qualità. Devono essere completate le opere di canalizzazione, per le condotte finalizzate all’uso irriguo e per quelle ai fini di garantire la produzione energetica.

Ancora poi il trinomio: Terme, Borgo e Ambiente, oltre ad essere un cavallo di battaglia, deve diventare parte attiva per sfruttare appieno le enormi potenzialità connesse. Terme di Galatro, scoperta storica attribuita ai monaci basiliani le cui fonti trovano origine sul Monte Livia, dove nascono le acque sulfuree dalle eccellenti proprietà curative. Borgo con la valorizzazione del borgo antico, la sua storia a partire dalla presenza dei monaci basiliani che fondarono un importante monastero dedicato a Sant’Elia, facendo polo di attrazione dei turisti di passaggio. Ambiente, sfruttare la posizione geografica della nostra cittadina, con percorsi naturalistici per usufruire della montagna con piste ciclabili e sentieri pedestri. Valorizzare le gole naturali, in prossimità delle sorgenti, le millenarie piante di felci che sono presenti in tutta la montagna.Insomma utilizzare al meglio le risorse esistenti valorizzando tutte le cose degne di menzione, partendo dall’abilità dei nostri artigiani, allestendo mostre, fiere che  richiamino  gente da tutte le parti lanciando il famoso indotto connesso con tutte le altre attività, con  il patrimonio storico-culturale esistente a partire, per esempio, dalla chiesa di San Nicola all’interno della quale si trovano un altare con statue di inizio  cinquecento ed una statua  marmorea di San Nicola risalente al XV secolo. Non dimenticando che tutto si intreccia con le Terme di Galatro “Sant’Elia” il cui nome trae origine dai monaci basiliani che per sfuggire alle scorrerie dei saraceni del secolo X scoprirono le proprie curative della fonte Sant’Elia. Monaci che edificarono un nuovo convento greco ortodosso dedicato a Sant’Elia nome che, poi, attribuirono anche alle acque. Divulgare il ruolo dell’avvocato Giovambattista Buda, al cui nome è legata l’edificazione della struttura, che alla fine del XIX secolo, con vero spirito imprenditoriale, diede a Galatro una struttura sociale di primaria importanza riuscendo a richiamare nella valle del Fermano migliaia di infermi all’anno. Per questo è necessaria la piena valorizzazione del circuito termale calabrese. Dopo varie vicissitudini, passaggi di proprietà e cambi di gestione, lo stabilimento termobalneare di Galatro tornava ad essere di proprietà del comune.

Questi temi sono preponderanti e ricadono nell’ambito della Piana di Gioia Tauro, dove i miraggi del passato sono rimasti tali e dove uno scriteriato intervento ha fatto sprofondare ulteriormente nell’arretratezza provocando tumulti e rigurgiti. Favorire la conurbazione dei centri limitrofi, accorpare, ma non ridurre, servizi comunali uguali per più Comuni, può servire ad abbattere i costi e rendere servizi fruibili ai cittadini, questo può valere per la Piana, dove le distanze tra un comune e l’altro spesso sono sotto i dieci chilometri. Analogamente la statale 106, tristemente nota come “Strada della morte”, anziché alcuni piccoli rifacimenti, deve subire drastici interventi affinché diventi una strada di collegamento sicura ed efficiente, che serva alle popolazioni ma che consenta un regolare svolgimento delle attività turistiche con i relativi afflussi, incrementandoli e contribuendo a valorizzare territori le cui lodi sono decantate dai pochi avventori.

In questo nostro agire non vanno esclusi i precari che in un territorio ad altissima disoccupazione, dove non esistono le grandi industrie, devono trovare uno sbocco occupazionale stabile affinché, con la stabilità del lavoro, possano attivare quei percorsi virtuosi di cui si ha realmente bisogno. E’ di questi giorni l’impegno per un ulteriore incremento di ore per i LSU/LPU del nostro Comune. Certo la fase pandemica attuale con il COVID che è diventato protagonista della vita, modificando abitudini, stili e modi di vita, non ha aiutato il processo anzi ha incrementato tale precariato.

Questi alcuni dei grandi temi che dovranno attirare la nostra attività politica ed il nostro pensiero dovrà essere rivolto a questi obiettivi. La sanità deve garantire equamente a tutti i calabresi il diritto costituzionale alla salute, restituendo gli ospedali alla funzione di assorbire la domanda di sanità per acuti, implementando e costruendo una rete sanitaria territoriale degna di questo nome, con presidi ed avamposti sul territorio, l’attenzione alla ambiente, guardandolo come più volte abbiamo detto facendo diventare i posti di mare e/o di montagna meta ambita dalle popolazioni turistiche, valorizzando il nostro patrimonio culturale e naturale che in molte occasioni non ha riscontri dello stesso genere. Per fare questo il rispetto della legalità, deve costituire l’esempio cui rivolgersi ed indirizzarsi, bisogna inculcare nelle menti che la legalità non è un concetto astratto che appartiene al mondo delle idee ma che deve essere la pratica della vita quotidiana. Attraverso questo nostro operare dobbiamo avere la capacità di attrare forze, che si integrino nel partito e non che stiano ai margini o fuori in una specie di limbo e rosicchiando le risorse del partito stesso. In conclusione solo esercitando il ruolo cui siamo vocati ab origine, attraendo persone, popoli e ribadendo la nostra volontà riformista, dando ruolo e meriti a chi si è sempre battuto in difesa della nostra bandiera difendendola anche da solo, potremmo vedere realizzato il nostro sogno. “Ihave a dream…” disse Martin Luther King, anche io più modestamente ho un sogno… vedere un Partito Democratico che sia un crepitio di idee e di partecipazione.

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