Categoria: Cultura

NEI VERSI DI ROCCO POLISTENA IL GRIDO DI UNA VOCE CHE CERCA DIO

Nel poema di Rocco Polistena “Scorro – Il mio fiume sentimentale” questa apertura di spazi inconsueti è come la tempesta scatenata delle acque del Niagara, dovuta ad un misto di speranza e di nostalgia (talvolta paura o tristezza!) che non è solo del suo autore, ma di tutta una cultura che “non scorre”, ma è bloccata nel dolore e nella grandezza, del tentativo di superare, andare “oltre” le parole dello spirito che le detta.

CON GLI ESAMI DI MATURITA’ DEI RAGAZZI DEL 1999 SI E’ CHIUSO DEFINITIVAMENTE IL “NOVECENTO”

Quest’anno sostengono l’esame di maturità gli ultimi ragazzi nati nel Novecento:  per quasi 500 mila giovani nati nel 1999 sono cominciati oggi gli esami di maturità edizione 2018. Sono i pronipoti di quei “ragazzi del ‘99” che cento anni fa vennero arruolati poco più che diciottenni e mandati in prima linea lungo il Piave, dove si era attestato il fronte italiano dopo la rotta di Caporetto del 24 ottobre 1917.

L’ABATE MARTINO A 200 ANNI DALLA NASCITA: UN ANNIVERSARIO DIMENTICATO

Oggi, 8 giugno dell’anno 2018, ricorre il 200° anniversario della nascita dell’Abate Antonino Martino, sacerdote galatrese e studioso di altissimo livello, che ha rappresentato, nelle sue opere, in maniera “cruda quanto profetica” la condizione del popolo del Meridione dopo l’Unità d’Italia. Tutta la sua produzione letteraria è stata, negli anni, oggetto di numerose pubblicazioni e tesi di laurea.

23 APRILE – GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO E DEL DIRITTO D’AUTORE

Oggi lunedì 23 aprile, è la Giornata mondiale UNESCO del libro e del diritto d’autore che è divenuto ormai un appuntamento fisso fondamentale nel calendario delle manifestazioni culturali italiane e internazionali. Patrocinata dall’Unesco, è un tributo mondiale a libri e autori che incoraggia tutti a scoprire il piacere della lettura.

L’ASSOCIAZIONE PRO-MUOVIAMOCI… PER RENDERE VIVO E VITALE GALATRO

Non si può, alla luce di tutto questo, non mettere in risalto le belle iniziative organizzate a Galatro dall’Associazione Pro-muoviamoci, alla quale va un pensiero di stima e ringraziamento per quanto, negli ultimi anni, sta realizzando: dalle feste estive, agli appuntamenti, per grandi e piccini, organizzate durante le feste di Natale (dal Villaggio di Babbo Natale alla festa della Befana), non escludendo le manifestazioni organizzate per il Carnevale, che vedono coinvolti anche Associazioni di Feroleto e Plaesano.

L’ABATE  MARTINO: TRA SACRO E PROFANO

L’abate Martino è stato precettore nella casa del Marchese Nunziante di San Ferdinando; qui, vivendo in casa con loro, si è reso conto che l’autorità non era del Marchese, ma della moglie che, come si suol dire, aveva messo sotto il marito e, da questa situazione, ne trae lo spunto per scrivere “la gonnella”, cioè una “pesante” satira sui mariti che si lasciano comandare dalle mogli

LA DIFESA DELLA SCORREGGIA: UNA POESIA PROFANA DELL’ABATE MARTINO

anche perché non si parlare sempre di politica, litigi ed intrecci vari, qualche volta bisogna dare spago anche alla più sfrenata fantasia… la libertà di chi scrive non deve avere confini o limitazioni di sorta: in effetti, a chi poteva mai venire in mente di scrivere, niente poco di meno che, “in difesa della scorreggia”?… e non in maniera da doversene vergognare…!

DOBBIAMO DAVVERO FESTEGGIARE GARIBALDI? SIAMO SICURI CHE FU VERA GLORIA?

Siamo sicuri che, come popolo del Sud Italia, dobbiamo proprio celebrare le “eroiche gesta” garibaldine? Anche se Garibaldi è il personaggio più mitizzato della Storia italiana e fiumi d’inchiostro sono stati consumati per costruire ad arte la sua biografia, non sono il solo a pensare che nella realtà la sua imagine è, sicuramente, diversa da come ce l’hanno descritta tutti i libri che ci hanno fatto studiare a scuola.

SUL RISORGIMENTO: LA PROTESTA DELL’ABATE MARTINO

L’Abate Martino esercitò la sua funzione sacerdotale senza venir meno al suo impegno politico: a Galatro, presso la casa paterna, aveva un camino girevole, dove era solito nascondersi durante le frequenti irruzioni della polizia borbonica. Ma nel 1866, dopo aver gioito per gli eventi che hanno portato all’unità d’Italia sdegnato per i pesanti tributi imposti dai Piemontesi, scrive il “Paternoster dei liberali calabresi”, dove evidenzia come i mali della Calabria si perpetuano ancora in maniera più pesante con il Regno d’Italia, infatti, amaramente afferma: “…ca di la furca passammu a lu palu…”. Così si dispera il Martino, troppo si era illuso, troppa fiducia aveva dato, ora si sente tradito e, nella “Preghiera del calabrese al Padreterno contro i Piemontesi” del 1874, scrive: “Lu pani cu li lagrimi ammogghiamu…