Categoria: Galatro

L’ASSOCIAZIONE ADOS A GALATRO… NON SOLO MARCIALONGA!

Anche quest’anno, domenica 17 giugno alle ore 16.00, a Galatro con raduno in viale Aldo Moro, grazie all’Associazione Ados si darà vita all’ormai popolare appuntamento che ha saputo coinvolgere, anno dopo anno, una moltitudine sempre maggiore di persone e organizzazioni sportive, sia calabresi che di altre Regioni d’Italia, al punto da rendere la “Marcialonga 5 Ponti” un importante evento, non soltanto galatrese.

GALATRO: QUANDO E’ LA MADONNA A VENIRE NEI NOSTRI QUARTIERI

In questo mese di maggio, organizzata da don Natale Ioculano in maniera seria e composta, stiamo assistendo, nel nostro piccolo paese, ad una manifestazione di fede straordinaria: è Maria che chiede ospitalità nei rioni galatresi e, per 6 sere tra le 18.30 e le 19.30, si fa accogliere in un angolo del nostro paese ogni sera diverso, dove si recita il Santo Rosario, poi si celebra la Santa Messa.

C’ERA UNA VOLTA IL PRIMO MAGGIO, FESTA DEI LAVORATORI: OGGI E’ RIMASTO SOLO CARMELO SORRENTINO

In particolare non posso nascondere la simpatia per il nostro caro concittadino ultraottantenne, emblema e testimonianza vivente dei comunisti galatresi: Carmelo Sorrentino. Ogni anno, già nei giorni precedenti il “primo maggio”, fa sventolare dal balcone di casa sua la bandiera del partito comunista, affiancata alla bandiera tricolore. Poi, il primo maggio con la sua vecchia motoape, si fa il giro del paese con acceso un vecchio mangianastri che, ad alto volume, riproduce le note dell’Internazionale comunista e Bandiera rossa.

L’ASSOCIAZIONE PRO-MUOVIAMOCI… PER RENDERE VIVO E VITALE GALATRO

Non si può, alla luce di tutto questo, non mettere in risalto le belle iniziative organizzate a Galatro dall’Associazione Pro-muoviamoci, alla quale va un pensiero di stima e ringraziamento per quanto, negli ultimi anni, sta realizzando: dalle feste estive, agli appuntamenti, per grandi e piccini, organizzate durante le feste di Natale (dal Villaggio di Babbo Natale alla festa della Befana), non escludendo le manifestazioni organizzate per il Carnevale, che vedono coinvolti anche Associazioni di Feroleto e Plaesano.

L’ABATE  MARTINO: TRA SACRO E PROFANO

L’abate Martino è stato precettore nella casa del Marchese Nunziante di San Ferdinando; qui, vivendo in casa con loro, si è reso conto che l’autorità non era del Marchese, ma della moglie che, come si suol dire, aveva messo sotto il marito e, da questa situazione, ne trae lo spunto per scrivere “la gonnella”, cioè una “pesante” satira sui mariti che si lasciano comandare dalle mogli

LA DIFESA DELLA SCORREGGIA: UNA POESIA PROFANA DELL’ABATE MARTINO

anche perché non si parlare sempre di politica, litigi ed intrecci vari, qualche volta bisogna dare spago anche alla più sfrenata fantasia… la libertà di chi scrive non deve avere confini o limitazioni di sorta: in effetti, a chi poteva mai venire in mente di scrivere, niente poco di meno che, “in difesa della scorreggia”?… e non in maniera da doversene vergognare…!

DOBBIAMO DAVVERO FESTEGGIARE GARIBALDI? SIAMO SICURI CHE FU VERA GLORIA?

Siamo sicuri che, come popolo del Sud Italia, dobbiamo proprio celebrare le “eroiche gesta” garibaldine? Anche se Garibaldi è il personaggio più mitizzato della Storia italiana e fiumi d’inchiostro sono stati consumati per costruire ad arte la sua biografia, non sono il solo a pensare che nella realtà la sua imagine è, sicuramente, diversa da come ce l’hanno descritta tutti i libri che ci hanno fatto studiare a scuola.

SUL RISORGIMENTO: LA PROTESTA DELL’ABATE MARTINO

L’Abate Martino esercitò la sua funzione sacerdotale senza venir meno al suo impegno politico: a Galatro, presso la casa paterna, aveva un camino girevole, dove era solito nascondersi durante le frequenti irruzioni della polizia borbonica. Ma nel 1866, dopo aver gioito per gli eventi che hanno portato all’unità d’Italia sdegnato per i pesanti tributi imposti dai Piemontesi, scrive il “Paternoster dei liberali calabresi”, dove evidenzia come i mali della Calabria si perpetuano ancora in maniera più pesante con il Regno d’Italia, infatti, amaramente afferma: “…ca di la furca passammu a lu palu…”. Così si dispera il Martino, troppo si era illuso, troppa fiducia aveva dato, ora si sente tradito e, nella “Preghiera del calabrese al Padreterno contro i Piemontesi” del 1874, scrive: “Lu pani cu li lagrimi ammogghiamu… 

CHI ERA L’ABATE MARTINO, QUESTO STRANO PRETE GALATRESE DELL’OTTOCENTO?

Ho provato, negli anni passati, a chiedermi “Chi era l’Abate Antonio Martino?”, e perché sulla figura di questo “strano” prete è stato scritto tanto. Anche io ho scritto diversi articoli che ho raccolto in un mio personale, e ancora inedito, volume composto da 11 capitoli che, per ora, pubblicherò su questa mia pagina web.

RICORDANDO SUOR ELENA, SUOR GINETTA E SUOR TERESA

Proprio per questo senso di gratitudine, mi piace salutare la notizia dell’arrivo delle nuove suore, con una mia intervista a suor Teresa, suor Ginetta e suor Elena, pubblicata il 14 ottobre del 1979 su “il Gruppo”, come caro ricordo e segno di riconoscimento e gratitudine per la missione che, per molti anni, hanno svolto nella nostra comunità.