Categoria: Religiosità Popolare

INCONTRO CON UMBERTO DI STILO: “LO SPAZIO DI SAN GIUSEPPE A GALATRO TRA DEVOZIONE E TRADIZIONE”

“Lo spazio di san Giuseppe”, pur circoscritto negli anni, è stato notevole a Galatro al punto che fino agli anni settanta in entrambe le parrocchie aveva luogo la processione in suo onore. Legata alla festa di San Giuseppe ha resistito, fino a qualche anno fa, la tradizione denominata “’U cumbitu” (il convito) o, come era chiamato nel catanzarese, “’U banchettu”, che caratterizzava la ricorrenza festiva di San Giuseppe.

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI GALATRO CONSEGNA A SAN NICOLA, NOSTRO PATRONO, LA CHIAVE DEL PAESE.

Domenica 6 dicembre, prima dell’inizio della Messa solenne in onore di San Nicola celebrata dal nostro Parroco don Natale Ioculano, il Sindaco di Galatro Carmelo Panetta ha consegnato, simbolicamente, al Santo Patrono la Chiave del nostro Comune, disegnata e realizzata per l’occasione da Carmelino Longo

LA “PRETESA” DEL CRISTIANESIMO… OVVERO CHE COS’E’ IL CRISTIANESIMO

Succede che si parli di cristianesimo, quando di questo c’è l’apparenza, ma non la sostanza. Capita anche che il cristianesimo si riduca ad un fatto “culturale” e si scarti da esso quanto c’è di propriamente “religioso”, per cui da una parte si dice di non essere “cristiani”, ma dall’altra si afferma di “non poter non dirsi cristiani”. Che cos’è, dunque, il cristianesimo e come si deve definire il cristiano?

LA COSA PIU’ STRAORDINARIA DEI MIRACOLI E’ CHE ACCADONO (Chesterton)

Gli Atti degli apostoli descrivono Gesù come “un uomo accreditato da Dio per mezzo di miracoli, prodigi e segni” e Gesù stesso presenta i miracoli da lui operati come prova della sua messianicità: “I ciechi vedono, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti sono risuscitati”. Non si può eliminare il miracolo dalla vita di Gesù, senza smagliare tutta la trama del vangelo.

PERCHE’ DIO SI FA UOMO PERSINO IN CALABRIA? di Bruno Demasi e Michele Scozzarra

Proprio qui, in Calabria e ora, se da un lato siamo accolti dal “genuino cuore di Dio”, non possiamo non evidenziare come appaiono incapaci di intaccare il cinismo dell’uomo tanti auguri e sermoni natalizi che rimbalzano ovunque in questo periodo. Il ricordo di quel Bambino in fasce in una mangiatoia sembra permanere, anche fra molti che portano il Suo nome, solo come un astratto «simbolo» dei valori universali di pace e fratellanza. Sembra impossibile perfino immaginare che quella presenza, misteriosa eppure così umana, possa rendersi incontrabile dagli uomini di oggi provocando il medesimo impatto umano di allora.

IL PRESEPE DEL MIO RIONE “VIA MADONNA-VIA GARIBALDI”

La raffigurazione della nascita di Gesù Cristo è pienamente parte anche della nostra cultura galatrese, per cui il nostro Rione da subito si è mostrato pronto a realizzare un bel Presepe, per avvicinarci al Natale con una rappresentazione materiale che vuole celebrare la nascita del Salvatore e creare un momento di bellezza ed emozione.

GALATRO: QUANDO E’ LA MADONNA A VENIRE NEI NOSTRI QUARTIERI

In questo mese di maggio, organizzata da don Natale Ioculano in maniera seria e composta, stiamo assistendo, nel nostro piccolo paese, ad una manifestazione di fede straordinaria: è Maria che chiede ospitalità nei rioni galatresi e, per 6 sere tra le 18.30 e le 19.30, si fa accogliere in un angolo del nostro paese ogni sera diverso, dove si recita il Santo Rosario, poi si celebra la Santa Messa.

UMBERTO DI STILO CHIARISCE I DUBBI LASCIATI APERTI DALLA MOSTRA ITINERANTE “IL VOLTO DELLA MADONNA”

Operando per “affinità” alcuni critici – tra cui Lucia Loiacono e, recentemente, Paola Coniglio – hanno ritenuto di dover attribuire la nostra “Madonna della Valle” allo scalpello di Giovambattista Mazzolo, che dalla natia Carrara, nei primi anni del 1500, si è trasferito a Messina (ed a Palermo) per continuare in Sicilia il suo apprendistato nella bottega di Antonello Gagini. L’attribuzione è giusta? Fino a quando, sulla base di valida documentazione non sarà dimostrato il contrario oppure un altro critico proverà che essa è azzardata, dobbiamo necessariamente accettarla. La statua è veramente del Mazzolo? L’interrogativo è d’obbligo. Da quanto ho letto e studiato ho acquisito la certezza che è stata realizzata nella bottega del Gagini nella quale, come già riferito, tra gli altri apprendisti e lavoranti c’era anche il giovane Mazzolo. E poiché l’impostazione stilistica della statua è gaginesca, è legittimo ritenere che il Mazzolo se ha lavorato su di essa, lo abbia fatto solo sotto l’occhio vigile del “Maestro”.