Autore: Michele Scozzarra

CARO GINO… SONO PASSATI SETTE ANNI

29 Marzo 2017: sono già passati 7 anni dal giorno in cui il caro amico Gino, prof. Luigi Labate, ha chiuso la sua avventura umana. In questi sette anni, in tante occasioni ho avuto modo di ricordare Gino: dalla manifestazione organizzata dalla famiglia nell’anniversario della morte, con il “1° Concorso di poesia Gino Labate”, presso l’Hotel Miragolfo di Nicotera al momento organizzato dall’Associazione Nicotera Nostra “4 passi con Gino Labate”. Voglio continuare a ricordare Gino con il mio articolo, in forma epistolare, che ho scritto per l’anniversario della morte…

NELLA POLEMICA DI SAVIANO MANCA L’ESSENZA DELLE DUE ITALIE

Che cos’hanno di tanto diverso nordisti e sudisti? Il modo stesso di concepire la vita. Noi abbiamo nelle vene sangue barbaro, siamo legati al negotium, al lavoro. I meridionali invece vivono per l’otium, il dolce far nulla, i sollazzi, un totale disprezzo per la fatica. Questa è la storia di due popoli. Una differenza antropologica, inutile star lì.

LA CAVA ROMANA DI NICOTERA

Piano piano, con tanta passione, tutti quelli che hanno aderito all’invito dell’Associazione “Nicotera Nostra” per la “pulizia” della cava hanno tirato fuori, da una montagna di sterpi e roveti, un grande patrimonio che testimonia una grande storia che abbiamo dietro le spalle…

14 FEBBRAIO SAN VALENTINO… CHE COSA STRANA E’ L’AMORE!

La festa di San Valentino non è una festa recente, perché la vicenda di questo Santo è antica di duemila anni e ci riporta alle origini del Cristianesimo: la storia dei martiri cristiani registra al 14 febbraio due “Valentino martiri”, uno romano decapitato sulla via Flaminia sotto l’imperatore Claudio II nel 270 e uno, Vescovo di Terni, decapitato a Roma nel 273. Fu il primo Valentino che, secondo la leggenda, mentre attendeva l’esecuzione, s’innamorò della figlia del suo carceriere. Poteva parlarle da lontano e mai la sfiorò neppure per un istante, eppure, prima di morire le scrisse una lettera d’amore chiedendo, come unica grazia, al padre di lei che gliela consegnasse dopo la sua esecuzione.

BENEDETTO XVI A QUATTRO ANNI DALLA RINUNCIA

Ora sono passati quattro anni un anno da quel 11 febbraio 2013, data che rimarrà impressa nella storia non soltanto della Chiesa. Quel giorno il Pontefice teneva un concistoro per i decreti di canonizzazione di alcuni santi. Tutto sembrava filare secondo consuetudine fin quando Benedetto XVI, sempre in latino, comincia a leggere qualcos’altro. Una dichiarazione che il Papa aveva steso di proprio pugno con cui spiega di “non aver più le forze per governare la barca di Pietro e dopo aver a lungo pregato, ha deciso di lasciare”.