AYRTON SENNA, IL MITO 23 ANNI DOPO. 


 Ayrton Senna nacque a San Paolo il 21 marzo del 1960 e morì il Primo maggio del 1994 a causa di un grave incidente sul circuito di Imola nel corso del Gran Premio di San Marino.

Fu tre volte campione del mondo con la McLaren: nel 1988, 1990 e 1991.

Ieri ho visto sulla stampa tanti servizi che ricordavano il triste anniversario. Ricordo che 23 anni addietro, anche io sono rimasto sconvolto da quella tragica morte: “la dura legge del circo” era il titolo che rimbalzava con più evidenza sui giornali. E anche io, nella mia rubrica “Osservatorio” su Proposte, ho criticato la “ferocia del Grande Circo”.

 

SENNA… NELLA FEROCIA DEL GRANDE CIRCO, LO SPETTACOLO CONTINUA

“Tutti complici di una morte annunciata”. Così un noto quotidiano ha evidenziato, a tutta pagina, i tragici fatti accaduti al Gran Premio di San Marino la settimana scorsa. E noi aggiungiamo: “basta con la morte spettacolo” nelle piste automobilistiche dove un business di mille miliardi l’anno da difendere ad ogni costo, è diventato la vera ragione di vita di una formula di gare che di sportivo non ha più nemmeno il nome. Due piloti morti in pista nell’arco di ventiquattr’ore: Ayrton Senna e Roland Ratzenberger. Quattro spettatori feriti per l’incidente avvenuto sulla linea di partenza. Quattro meccanici feriti nella corsia dei box (per fortuna senza gravi conseguenze).

Questo il tragico bilancio del Gran Premio di San Marino, che ha fatto passare in secondo piano la vicenda agonistica, mettendo invece a nudo gli eccessivi, inaccettabili rischi di uno sport che ha ormai da tempo perduto la sua identità. Uno sport al quale è giunta l’ora di fermare la folle degenerazione delle sue gare. Ma… oltre al bilancio dei morti e dei feriti, di terribilmente tragico, c’è dell’altro: l’evidenza che nella “dura legge del circo” lo spettacolo continua. Mentre il povero Senna volava morente, mentre il suo sangue scendeva dai portelli dell’elicottero… il Gran Premio riprendeva. Si viene a sapere che Ayrton Senna è clinicamente morto, che era stato lì per rinunciare alla corsa, che sabato aveva protestato per la morte di Ratznberger… ma la ferocia del Grande Circo ha le sue regole.

Senna ormai ha finito la sua corsa, per il business non conta più… ma il business deve andare avanti, per questo lo spettacolo continua… speriamo che qualche ipocrita non lo giustifichi nel nome dello sport!…

Proposte, Nicotera, n. 7, 1-15 maggio 1994

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