5 GIUGNO: CARMELO PANETTA ELETTO SINDACO DI GALATRO PER LA TERZA VOLTA

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A gioco fermo e altoparlanti spenti posso ben scrivere che, nella kermesse elettorale del cinque giugno scorso, i galatresi hanno voluto dare la loro preferenza alla lista guidata dal Sindaco uscente Carmelo Panetta, con un risultato che, numeri alla mano, non lascia spazio ad alcuna ambiguità di interpretazione: non è difficile tirare le somme di fronte al risultato che è venuto fuori dalle urne, né può essere relegato in secondo piano il fatto che i galatresi hanno voluto, chiaramente, dare una indicazione precisa e forte, di sostegno e fiducia agli uomini, al lavoro e ai programmi della lista di Panetta, che viene confermato nel suo terzo mandato.

Una delle poche cose certe, a questo mondo, è la matematica: precisa, ineluttabile, senza possibilità di compromessi. Da sempre “due più due” da sempre un risultato di “quattro”, hai una bella voglia di discuterlo, cercare di interpretarlo in modo diverso, non c’è scelta, fa sempre “quattro”. Ebbene, se i cittadini galatresi si sono espressi con 719 voti alla lista di maggioranza e 498 voti alla lista di minoranza, con uno scarto di 221 voti in più alla lista vincente… se questi sono i risultati “matematici”, vuol dire che su questi dati non si può equivocare, e interpretare in modo diverso da come si è espresso l’elettorato galatrese, perché evidenziano una chiarezza di scelta e orientamento molto precise.

risultati elettoraliComunque credo che il problema principale emerso in questa tornata elettorale, è da individuare nella necessità che si ritorni a parlare di politica, quella vera, intesa come servizio e come risposta a determinati bisogni di una certa comunità… e non quella politica bassa, invidiosa, guerrafondaia, limitata alle sole risse elettoralistiche e scontri personali che, mentre nessun giovamento arrecano alla nostra comunità, di fatto hanno il solo scopo di avvelenare rapporti che, in una realtà di ambito ristretto come la nostra, possono trasformarsi in stati di rancore non produttivi per il futuro del nostro paese e, spesso, si prestano al gioco di chi ha tutto l’interesse a non far vedere il lato buono dei cittadini galatresi, e lo vuole presentare dilaniato da lotte che poco o nulla hanno a che vedere con i veri problemi che attanagliano i nostri amici galatresi.

E penso che non ci si può esimere, a conclusione di una tornata elettorale molto accesa, dal ringraziare l’ottimo lavoro svolto dai Carabinieri e dalle forze dell’ordine. A loro va un grande riconoscimento per il servizio svolto per Galatro.

Queste elezioni hanno anche reso evidente che, se veramente si vuole guardare ad un modo “nuovo” di fare politica, bisogna essere capaci di essere presenti in maniera vera nel nostro tessuto sociale e sapere rispondere al bisogno che abbiamo intorno… di fronte al bisogno c’è poco da discutere, il bisogno lo si affronta e basta, magari in silenzio senza neanche farlo pesare.

IMG-20160608-WA0006Per questo, penso che in ogni elezione si gioca una grande scommessa: non la lotta per vincere una campagna elettorale che, per molti aspetti si presenta sempre più stanca e sfiduciata, bensì la capacità di far sì che il dialogo tra le varie forze politiche e culturali riprenda (magari dando vita alle forze politiche e culturali completamente assenti nel nostro paese!) ad esprimersi, per far sì che il grande respiro politico che tanti partiti e movimenti hanno dato ai nostri paesi negli anni passati, continui a vivere anche oggi… altrimenti, soprattutto per le generazioni più giovani, l’alternativa è il “nulla”, con il solito dirsi e ridirsi le solite cose “fondamentali” che si sentono in piazza e nei punti chiave del paese… dove alla fine, di tante banalità, si finisce con il non poterne più.

Questa è la cosa più terribile, non avere il coraggio di affermare, che non si può tirare avanti, e vivere magari le elezioni dando spazio ad un inconsistente vuoto, che la politica non può riempire, mentre la gente ritorna ad essere sempre più sola e più stufa di intrighi dei quali non gliene frega niente… e con piena ragione! E se tanti sono diventati apatici è perché è stato deriso e avvilito un certo modo di stare a contatto con il paese, la sua storia e i suoi bisogni.

Se le cose stanno così, cosa sento di dire al Sindaco ed alla sua Amministrazione, all’inizio di questa nuova pagina che si è aperta con le elezioni del 5 giugno? Le osservazioni che mi sento di evidenziare con maggiore risalto (oltre ai grossi problemi legati alla diga e alle terme) sono quelle strettamente legate alla ripresa di un lavoro culturale e politico nel nostro paese. E questo è un argomento che, al di là della vittoria o sconfitta alle elezioni, deve riguardare tutti, quasi come un invito perché ogni realtà, ogni organizzazione, ogni partito possa impegnarsi perché venga compresa la creatività sociale di tutti… perché possano crescere e maturare i diversi progetti di cui tante realtà presenti nel nostro paese sono promotori… perché, quanti perché…? Possiamo ancora continuare a lungo, ma quanto ho tentatIMG-20160608-WA0007o di esprimere fino ad ora basta ad affermare che, nonostante tutto, è ancora possibile credere in un lavoro che non si realizza nel blaterare appelli, ma sia capace di costruire, anche in politica, dei luoghi di esperienza e di vita, dove l’impegno sia giudicato più da un lavoro concreto, che dalle parole astratte. C’è bisogno che la politica, quella vera!, torni ad avere un ruolo primario e non sia costretta a recitare un ruolo sempre più marginale, specialmente coloro che in questi anni, nel nostro paese, hanno seminato a piene mani elementi di critica corrosiva, senza alcuna indicazione positiva.

Scriveva tempo fa il filosofo Emanuele Severino: “A chi mi domanda da che parte sto, rispondo che tutti stiamo dalla stessa parte, la parte dove il deserto cresce. Ma lo sguardo che vede crescere il deserto, non appartiene al deserto. Sta dall’altra parte. E in esso è la risposta ad ogni possibilità di salvezza”.

Intanto, non possiamo non costatare come sono tanti quelli che non si accorgono che tanti capricci, tante lotte inutili e dannose per il nostro paese, nascondono solo l’avanzata del deserto e questa può essere fermata dando più spazio ai fatti e ai bisogni, che non alle inutili e dannose capricciose lotte che nulla hanno a che fare con Galatro e i galatresi… non abbiamo bisogno di analisi vuote ma di uno sguardo sincero, leale e buono verso la nostra realtà.

E anche in questa nuova pagina amministrativa aperta il 5 giugno, penso che non c’è altra alternativa che riconoscere, nell’inferno o nel deserto che abbiamo intorno, quei luoghi e quei fatti che sono in grado di dare senso alla nostra quotidiana fatica… e anche al nostro impegno in politica.

Al Sindaco e tutti i Consiglieri auguro che il loro impegno sia indirizzato a realizzare e rendere visibile questo… impegnarsi per questo non è una cosa da poco! Buon lavoro!

articolo uds

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