Categoria: Recensioni

IL TEMPO ED IL SUO SIGNIFICATO NELLA POESIA DI VINCENZA ARMINO

Scrivere di un poeta, anche se non si conosce personalmente, significa assumere il suo sguardo sulle cose, sulla realtà, sulla vita: io non conosco la professoressa Vincenza Armino (se non come la moglie dell’amico prof. Michele Zito), ma mi è bastato leggere le poesie dei suoi tre volumi (“Pentagramma”, “A piedi nudi, nell’anima” e “Percezioni-Ricordi”) per capire come la dirompente potenza dei suoi versi risiede nella capacità di modificare lo sguardo del lettore… nel riuscire a far sentire e gustare ogni verso nella sua assoluta unicità, componendo le parole, in modo diverso dal nostro abitudinario modo di scrivere, mettendo maggiormente a fuoco il “segreto della vita”, della sua vita in particolare, proprio con delle tematiche che toccano e riflettono profondamente l’animo dell’autrice… la sua coscienza che si fa “parola” di una tensione legata all’espressione della sua vita e nella poesia crea un “qualcosa”, in forma di parole, da consegnare all’Infinito, anzi stavolta è lecito chiamarlo “un silenzio consegnato all’Infinito”

FILOMENA SCARPATI RACCONTA VARAPODIO “TRA SACRO E PROFANO”

Per concludere queste mie brevi considerazioni, penso che bisogna ringraziare Filomena Scarpati, perché con questo suo libro riesce a far rivivere, con efficacia e pertinenza, degli argomenti che sono pietre di paragone e buoni stimoli per andare a fondo a ciò che costituisce la storia dei nostri paesi, nella constatazione elementare che bisogna sempre, e con maggiore fatica, difendere gli avvenimenti della nostra storia e tradizione religiosa dal “pensiero unico” di oggi, che vuole annullare ogni tradizione, anche la più evidente, che testimonia il senso cristiano della vita che ci è stato tramandato dalle generazioni che ci hanno preceduto.

VINCENZO CORDOMA, UN POETA GALATRESE CHE CANTA L’AMORE

Da quasi due anni tengo, in bella vista, sulla mia scrivania l’ultima opera dell’amico Vincenzo Cordoma “Canto quanto Amor mi spira”, la cui lettura ha fatto rivivere in me le stesse sensazioni che ho provato quando ho letto, per la prima volta, i versi dell’altro suo libro “Vecchi e nuovi sprazzi”.

BIAGIO CIRCOSTA RACCONTA UN LUNGO CAMMINO DI FEDE E DI SPERANZA

In questo mese di agosto, Biagio Circosta ci ha regalato la sua seconda pubblicazione, nella quale continua a raccontare della moglie e ricordare, in modo semplice e spontaneo, l’esperienza di alcuni pellegrinaggi ai quali ha partecipato con fede e devozione, come lui stesso dice: “I pellegrinaggi rappresentano il senso di una vita che ogni giorno abbraccia l’amore e l’enorme sofferenza, per accostarsi sempre di più a Dio, per abbracciare un cammino di rinascita con la fede verso la fede”.

PREFAZIONE A “INFINITESIMI PLANETARI” DI ROCCO GIUSEPPE TASSONE

Nella sua ultima opera “Infinitesimi Planetari” in Tassone il costante riferimento alle “domande ultime” dell’esistenza, diviene lo spazio di un dramma supremo: quello del pensiero della morte che accompagna ciascuno di noi, man mano che passano gli anni, e da qui nasce la profondissima inquietudine che si percepisce in ogni poesia di questa raccolta.

INTERVISTA A DON GILDO SUL LIBRO DI UMBERTO DI STILO

La Storia serve a farci capire da dove veniamo, cosa abbiamo alle nostre spalle: è la radice che ci rende saldi nel nostro cammino e ci fa sentire a casa, anche se ci troviamo dall’altro lato del mondo. In particolare poi, la Storia del nostro ambiente, dei “nostri” luoghi, che si inserisce nella nostra vita come parte fondamentale della nostra identità, e dobbiamo ringraziare chi, con il suo lavoro, contribuisce ad arricchire questo patrimonio…