MIA MARTINI

In questi giorni il film sulla vita di Mia Martini, “Io sono Mia”, in mezzo a tante polemiche, ha conquistato il pubblico televisivo. Anche quel 2 maggio 1995 sulla povera Mia Martini è stato scagliato di tutto: overdose di cocaina stabilì il medico legale. Ma sulla sua fine, come sulla sua vita, ci sono stati sempre chiaroscuri, alti e bassi. L’arresto per hashish e l’amore dei più grandi di sempre, il rifugiarsi dalla sorella Leda e il ritorno trionfante sulle scene. E quell’accusa di portare sfortuna che la perseguitò per anni…

Come per la sua morte, non sono comunque mancate le polemiche attorno alla pellicola.

Quando è morta ho scritto un piccolo trafiletto sul mio “Osservatorio”, che trovo attuale anche oggi… purtroppo!

Sulla morte di Mia Martini si poteva scrivere solo “Perché?”. Domanda del tutto simile a quella che ci facciamo ogni volta che un amico, un conoscente muore prematuramente ed inaspettatamente, secondo quello che è il giudizio degli uomini. E potevamo restare con questa domanda, non riuscendo a spiegare perché è morta una giovane che ci sembrava nel pieno delle sue forze, ecc..

Domande del tutto simili a quelle che ci poniamo ogni volta che, alla morte di un giovane, non riusciamo bene a capire perché Dio chiama a sé, prematuramente, dei giovani che sulla terra hanno messo famiglia, sono indispensabili ai loro figli, ai loro cari.

Questo si poteva scrivere su Mia Martini. Ma… quello che è rimbalzato sulla stampa, fa quasi mettere in secondo piano la morte di questa giovane ragazza, facendoci quasi vergognare di tante cose. Vediamo qualche titolo: “Mimì uccisa dalla maldicenza… La diceria che portasse sfortuna l’aveva isolata… E’ stata emarginata con bassezze e ipocrisie… Gli amici l’accusavano di portare jella… ecc.”.

E non voglio scrivere della “passerella” dei suoi colleghi al funerale. Ha scritto la Caselli: “Noi della musica siamo stati proprio dei mascalzoni”. Ma torniamo alla jella. Mia Martini era una grande cantante… gli hanno servito la morte ridendo, con cattiveria scientifica. Dice Aragozzini che gli diedero del pazzo quando invitò la Martini al Festival di Sanremo. Questa non è la forza della superstizione… questa è la logica della cattiveria. Non permettiamo che l’ignoranza cattiva e malvagia uccida le persone.

Questo è il solo pensiero che vale la pena di esprimere sulla morte di questa sfortunata ragazza…

Articolo pubblicato su Proposte, Nicotera, n. 8, 16-31 maggio 1995

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