SAN ROCCO DI STELLITANONE PELLEGRINO ALLA CONA

Scrive Umberto Di Stilo nel raccontare “Il miracolo di Stellitanone: Quando la statua di san Rocco sudò copiosamente” nel suo volume “Fiori di Campo”: “Che Stellitanone, frazione di Laureana di Borrello, da tempo immemorabile sia considerato uno dei pochi centri calabresi in cui vivo è il culto per San Rocco, è a tutti noto”.

In questi giorni, don Cecè Feliciano, parroco di Laureana di Borrello, ha organizzato in onore di san Rocco dei momenti di preghiera che vedono “san Rocco pellegrino” in tanti luoghi di culto della nostra zona, dal 31 luglio al 3 agosto, precisamente alla Contrada Cona, alla frazione sant’Anna, a Bellantone e Laureana.

Dopo aver camminato tanto sulle strade di Francia e d’Italia, Rocco di Montpellier, in questi giorni cammina, con il suo bastone, con la sua gamba piagata e con il fedele cane, per le contrade del nostro territorio. In Calabria il culto di Rocco pare sia giunto quando una nobildonna di Montpellier, verso la fine del ‘700, si trasferì ad Acquaro di Cosoleto: questa ha chiesto agli artigiani locali di realizzare una statua del suo illustre conterraneo, i quali la realizzarono, prendendo a modello le fattezze ed i tratti fisionomici dei briganti che, all’epoca, infestavano la zona.

Oggi la statua di san Rocco è stata portata in pellegrinaggio alla chiesa della Cona, in territorio del comune di Galatro, un luogo dedicato alla Madonna e che la fede della nostra gente ha voluto carico di significato: un significato che oggi lega, in maniera singolare e bella, la gente che vive nella contrada della Cona con la devozione a San Rocco di Stellitanone. Mi dice don Cecè Feliciano che Stellitanone ha sempre mantenuto un forte legame con la figura di san Rocco, e aggiunge anche che questa è la prima volta che la statua esce dalla sua chiesa, per andare pellegrina fuori dal perimetro cittadino.

Anche la scelta di andare alla Cona è un fatto che ha un suo forte significato, legato alla devozione della gente che vive nella contrada Cona verso san Rocco di Stellitanone. Infatti, nei decenni passati, subito dopo la processione, i fedeli della Cona portavano una grande quantità di grano che consegnavano ai responsabili del comitato festa di san Rocco. Questo grano veniva macinato e una volta fatto pane, veniva distribuito agli stessi abitanti della Cona e a chi aveva bisogno.

Questa è una bella testimonianza che si va ad aggiungere alla vita di Rocco di Montpellier, un francescano, uno di quei meravigliosi terziari che nello splendore del Medioevo fondavano ospedali, curavano gli appestati ed i lebbrosi, insomma brillavano di tutte le più eroiche virtù cristiane e… facevano anche i miracoli!

Proprio di fronte a dei gesti come quello organizzato oggi alla Cona, a me piace pensare che Rocco di Montpellier ancora non ha abbandonato le nostre vie,  anzi qui  continua ancora, in umiltà e quasi anonimato, com’è nel suo stile, a camminare per le nostre strade a darci una mano per debellare quelle, tante e svariate, “nuove pesti” che infestano la nostra realtà quotidiana.

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