PROSA E POESIA NE “L’ARCIBATE” DI BRUNO ANTONIO DEMASI
L’Arcibàte, il povero parroco/contadino, sanguigno protagonista di questi racconti è solo attraverso questa uscita di sicurezza che può essere compreso e ricordato,
L’Arcibàte, il povero parroco/contadino, sanguigno protagonista di questi racconti è solo attraverso questa uscita di sicurezza che può essere compreso e ricordato,
Dobraczynski narra questa delicata vicenda con rigorosa precisione storica dandogli spesso tinte romanzesche senza tuttavia cadere nella tentazione di riscrivere passi dei vangeli per dare una coloritura più allettante alla narrazione, anzi la sua scrittura semplice e, a tratti, asciutta è completamente volta al mettere in luce una figura assai importante sebbene spesso rimasta un pochino “in ombra”.
Cultura / Galatro / L'ho scritto per Natale... / Recensioni
di Michele Scozzarra · Published 15 Dicembre 2018
Negli anni passati, nei giorni precedenti il Natale, ho sempre pubblicato qualche mia piccola riflessione, che oggi ho riunito in una raccolta dal titolo “L’ho scritto per Natale…”, pubblicazione che vuole essere il mio modo di condividere qualcosa di me, con i miei amici, in questo particolare periodo dell’anno che è il Natale: come un perfetto tassello che si va a collocare all’interno di un grande mosaico che altro non è se non la meravigliosa, quanto affascinante, avventura della vita di ciascuno di noi. Ho chiesto al nostro Parroco, don Natale Ioculano, di presentare questa mia raccolta, e lo ringrazio per quanto ha scritto nella sua prefazione
Nel libro “La Chiesa Abbaziale dei Santi Quaranta Martiri di Anoia”, l’autore ci mostra con pochi tratti in uno sviluppo narrativo lineare e semplice, ma denso di significato storico e sociale, un amore per la storia della propria terra, facendo emergere un mondo sconosciuto della storia di Anoia, che non sarebbe emerso se non per merito di un attaccamento alla storia, alle tradizioni e alla cultura del popolo nel quale si vive, nella convinzione di non fare morire le nostre radici culturali perché sono proprio queste che ci fanno vivere con una identità ben precisa.
Nel poema di Rocco Polistena “Scorro – Il mio fiume sentimentale” questa apertura di spazi inconsueti è come la tempesta scatenata delle acque del Niagara, dovuta ad un misto di speranza e di nostalgia (talvolta paura o tristezza!) che non è solo del suo autore, ma di tutta una cultura che “non scorre”, ma è bloccata nel dolore e nella grandezza, del tentativo di superare, andare “oltre” le parole dello spirito che le detta.
L’inesorabilità del Natale diventa per Umberto di Stilo anche l’inesorabilità del tempo che passa. Ma è anche molto altro ancora, così come si percepisce nell’ultimo suo racconto natalizio “Il posto vuoto”: un libro agile e riflessivo che ha il merito di scavare in modo “drammaticamente umano e attuale”, mettendo in risalto la realtà di tanti immigrati che, ormai da anni, vivono nei nostri paesi.
Arte e Cultura intorno a noi / Cultura / Recensioni
di Michele Scozzarra · Published 10 Novembre 2017
In tempi difficili come i nostri, le preghiere che don Mimmo Caruso (Cancelliere della Curia della Diocesi Oppido-Palmi e Parroco di Varapodio) ha affidato al suo bel libro “Cercatori di Te”, ci aiutano, per dirla con le parole di Paolo VI, a fare “un salto nella speranza”, senza soffermarsi in sottili e amene divagazioni: va subito al concreto, ai temi essenziali della nostra fede e della nostra vita. Il libro è preceduto da una prefazione di mons. Francesco Milito, vescovo della nostra diocesi, che prendendo spunto dalla sintonia spirituale che c’è con le preghiere di Don Caruso, rivolge “l’invito a saper trarre ispirazione e scrivere le proprie preghiere, come riflessioni e spazi di luce dell’anima”.
Arte e Cultura intorno a noi / Cultura / Recensioni
di Michele Scozzarra · Published 4 Novembre 2017
Scrivere di un poeta, anche se non si conosce personalmente, significa assumere il suo sguardo sulle cose, sulla realtà, sulla vita: io non conosco la professoressa Vincenza Armino (se non come la moglie dell’amico prof. Michele Zito), ma mi è bastato leggere le poesie dei suoi tre volumi (“Pentagramma”, “A piedi nudi, nell’anima” e “Percezioni-Ricordi”) per capire come la dirompente potenza dei suoi versi risiede nella capacità di modificare lo sguardo del lettore… nel riuscire a far sentire e gustare ogni verso nella sua assoluta unicità, componendo le parole, in modo diverso dal nostro abitudinario modo di scrivere, mettendo maggiormente a fuoco il “segreto della vita”, della sua vita in particolare, proprio con delle tematiche che toccano e riflettono profondamente l’animo dell’autrice… la sua coscienza che si fa “parola” di una tensione legata all’espressione della sua vita e nella poesia crea un “qualcosa”, in forma di parole, da consegnare all’Infinito, anzi stavolta è lecito chiamarlo “un silenzio consegnato all’Infinito”
di Michele Scozzarra · Published 5 Agosto 2017 · Last modified 15 Settembre 2017
Per concludere queste mie brevi considerazioni, penso che bisogna ringraziare Filomena Scarpati, perché con questo suo libro riesce a far rivivere, con efficacia e pertinenza, degli argomenti che sono pietre di paragone e buoni stimoli per andare a fondo a ciò che costituisce la storia dei nostri paesi, nella constatazione elementare che bisogna sempre, e con maggiore fatica, difendere gli avvenimenti della nostra storia e tradizione religiosa dal “pensiero unico” di oggi, che vuole annullare ogni tradizione, anche la più evidente, che testimonia il senso cristiano della vita che ci è stato tramandato dalle generazioni che ci hanno preceduto.
di Michele Scozzarra · Published 8 Luglio 2017 · Last modified 15 Settembre 2017
Da quasi due anni tengo, in bella vista, sulla mia scrivania l’ultima opera dell’amico Vincenzo Cordoma “Canto quanto Amor mi spira”, la cui lettura ha fatto rivivere in me le stesse sensazioni che ho provato quando ho letto, per la prima volta, i versi dell’altro suo libro “Vecchi e nuovi sprazzi”.