Categoria: Attualità

PRECEDENTI “ANTICHI” DEL VOTO DI SCAMBIO… UN PROBLEMA CHE PARTE DA LONTANO

Ho scovato un breve opuscolo, che mi è stato segnalato tempo addietro, scritto probabilmente da Quinto Tullio Cicerone (fratello del celeberrimo Marco), che porta il titolo “Commentariolum petitionis”: un’espressione che potremmo felicemente tradurre, “piccolo vademecum per la campagna elettorale”. L’operetta fu scritta in occasione delle elezioni al consolato del 63 a.C., alle quali Marco Tullio si presentava come candidato, sfidando dei concorrenti potenti e agguerriti come Gaio Antonio Ibrida e Lucio Sergio Catilina. Marco era un homo novus, privo di illustri natali, e forte unicamente della propria virtus, dei meriti acquisiti sul campo nel corso della propria carriera forense: la battaglia politica, perciò, si preannunciava particolarmente aspra, tanto da indurre Quinto Tullio a sintetizzare (in una specie di lettera aperta indirizzata al fratello, e destinata a circolare tra tutti i suoi supporter) tutti i principali accorgimenti da tenere presenti durante la competizione, per conquistare quel favore degli elettori che avrebbe permesso all’ambizioso avvocato di raggiungere l’agognato successo.

IMPORTANZA DEL DIALETTO E VOCABOLARIO GALATRESE DI UMBERTO DI STILO

Perché negare che l’attenzione che hanno destato due miei post, pubblicati ieri sera su facebook, sull’importanza del dialetto e sul vocabolario del dialetto galatrese pubblicato dal prof. Umberto Di Stilo, mi ha fatto piacere. Qualche anno addietro, un giovane studente liceale mi ha chiesto di cercare ad aiutarlo in una ricerca sull’importanza del dialetto. Scopiazzando da più parti, forse proprio dall’introduzione al Vocabolario di Umberto Di Stilo, abbiamo cercato di dare un breve giudizio che riporto di seguito, insieme alla nota di cronaca del 26 maggio del 2010 sulla presentazione del Vocabolario presso la Sala Convegni delle Terme di Galatro.

UN CALABRESE SPIEGA AI MASSONI: “SIETE SCOMUNICATI!”

In questa stagione di desolante mediocrità e di incertezza sui destini della società e di molte chiese locali che operano forse senza rendersene conto in territori marginali e di grande povertà morale oltre che economica è toccato proprio a un calabrese esplosivo, il Vescovo di Noto, Mons. Antonio Staglianò, rendere finalmente onore alla Chiesa italiana ed al Collegio Episcopale con una lectio magistralis di elevato spessore storico, teologico ed ecclesiologico nel convegno promosso dal locale Grande Oriente d’Italia su“Chiesa e Massoneria…” celebrato qualche giorno fa a Siracusa.

DA RICCHI CHE ERAVAMO… STIAMO RITORNANDO POVERA GENTE!

Le difficoltà economiche di questo periodo (la “crisi”, tanto per usare una parola in questi giorni familiare) hanno allargato di parecchio la forbice tra ricchi e poveri: cresce il numero dei poveri, così come cresce anche “l’apprensione utilitaristica” per una vita che si spera ancora, che in un prossimo futuro, possa essere agiata e senza rischi.

HALLOWEEN… UNA FESTA CHE NON CI APPARTIENE

Ma la notte di Halloween, corrotta perfino della sua vera natura, è stata da noi importata, un po’ per caso e un po’ per goliardia, qualche anno fa, quando le prime zucche cominciarono a campeggiare sui banchi delle birrerie, negli angoli bui dei pub, sugli scaffali immacolati di qualche boutique mestamente alla moda. Niente di male, business is business, così come c’è la festa del papà e quella della mamma, la festa della birra e l’happening del reggiseno, San Valentino, Perugina e la festa del libro…

RELIQUIE IN VENDITA…

“Vendeva su eBay, a un prezzo compreso tra 5 e 10mila euro, una spina della corona di Gesù e una parte della spugna imbevuta di aceto che i soldati romani posero sul suo costato”. Con l’accusa di ricettazione, un religioso è stato denunciato dai militari Guardia di Finanza di Cosenza che hanno perquisito la sua abitazione e recuperato le reliquie “attribuite a Cristo”, trafugate nel 2007 dal santuario di Veroli, in provincia di Frosinone. Gli oggetti erano inoltre corredati da una pergamena autenticata che ne attestava l’autenticità. Il religioso, originario della provincia di Cosenza ma che abitava a Roma, è stato trovato in possesso di altre reliquie tra cui una appartenuta a San Francesco di Paola.

MOANA POZZI

Moana Pozzi è morta 23 anni fa esatti, il 15 settembre del 1994. Aveva 33 anni, guadagnava circa 60 milioni di lire al mese e si sentiva molto insicura sul suo futuro. Sono passati più di due decenni, e ancora tanta gente si interroga ancora su di lei e si pone la domanda cruciale: chi era Moana Pozzi, davvero? Perché, dopo così tanto tempo, molto dei misteri che circondano la figura della pornostar italiana sono irrisolti? Perché il suo personaggio è ancora così prepotentemente vivo? Al momento della morte su Proposte, nella mia rubrica “Osservatorio”, anche io mi sono interrogato sul “rumore” che la sua morte ha provocato…

CARISSIMO MICHELE… UMBERTO DI STILO INTERVIENE SUL MIO ARTICOLO “SAN ROCCO DI STELLETANONE ALLA CONA”

Il mese scorso ho scritto un articolo raccontando i momenti di preghiera organizzati da don Cecè Feliciano, parroco di Laureana di Borrello, in onore di san Rocco; in particolare, ho scritto della giornata che ha visto “san Rocco pellegrino” in un luogo a noi galatresi molto caro: la Chiesa alla Cona. Con grande soddisfazione, proprio stasera ho ricevuto una bellissima “integrazione e correzione” al mio articolo da parte dell’amico prof. Umberto Di Stilo: solo da un grande studioso delle tradizioni della nostra terra poteva venire un simile contributo, con l’onestà intellettuale di dare testimonianza che “l’offerta del grano come ex voto non era una prerogativa dei contadini e massari dell’altopiano di Castellace di Galatro”.